171-MORZINE: L'APPUNTAMENTO CON I MIEI LIMITI SI AVVICINA


Nel mondo Spartan esiste una strana specie di esseri umani. Quelli che, davanti a una distanza, non chiedono "Quanto ci metterò?" ma "Riuscirò a portarla a casa?". Quelli che non guardano il cronometro dei vicini, che non cercano di raggiungere chi gli corre davanti ma fissano dritto negli occhi il mostro che hanno dentro.

​Io appartengo a questa folle tribù.


​La "Vittoria" non ha un Podio

​Nel circo Spartano, c’è chi vive per il podio, chi calcola i grammi di gel e chi lima i secondi su ogni ostacolo. Li ammiro, davvero. Ma la maggior parte di noi (forse) gioca a un altro sport. Per me, la "vittoria" non è la posizione in classifica. La mia vittoria è un dialogo (spesso urlato e confuso) tra me e il percorso.

Tra chi sono quando parto e chi sarò diventato quando arrivo (se arrivo).

​È quel momento in cui le gambe dicono "Basta", i polmoni rispondono "Scherzi?" e la testa deve fare da arbitro in una rissa che sembra non finire mai. Vincere, per me, significa semplicemente rispondere alla domanda: "È alla mia portata?". E l'unico modo per scoprirlo è andare a vedere se ho posizionato l'asticella nel giusto livello oppure ho esagerato.


​Filosofia del Fango: Io contro Me (e qualche Montagna)

​Diciamocelo con franchezza: la sfida non è mai contro l’atleta che ci sorpassa in salita. Lui ha la sua battaglia, la sua storia, la sua missione e il suo obiettivo, io ho i miei, ognuno ha i suoi. La mia guerra è contro quel desiderio primordiale di fermarsi quando il dislivello diventa cattivo. È una sfida epica, quasi omerica, se non fosse che invece della tunica indosso calze a compressione e sono ricoperto di melma.

​Non cerco la gloria davanti agli altri. Cerco quel brivido che provi quando il traguardo smette di essere un obiettivo e diventa una liberazione filosofica. L'ultimo passo del percorso.

Il percorso è lo specchio: ti mostra chi sei veramente quando sei stanco morto.

Prossima Fermata: L’Inferno di Morzine

​A luglio si torna nel "tempio". Morzine. La Spartan Ultra.

Per chi non la conoscesse, non è una corsa: è un test di resistenza per l’anima. Ad un certo punto persino i santi del paradiso ti abbandonano.

Chilometri che sembrano infiniti, dislivelli che farebbero piangere un camoscio e ostacoli che sembrano messi lì apposta per farti dubitare delle tue scelte di vita.

​Perché lo faccio? Perché l’asticella chiama. Perché quella montagna ha dei conti in sospeso con la mia forza di volontà e io sto ancora cercando di saldarli tutti.

​Non aspettatevi tempi record o analisi tecniche. Aspettatevi un uomo che lotta contro la gravità, che ride in faccia alla fatica (o almeno ci prova) e che, alla fine, cercherà solo di capire il punto in cui dovrò riposizionare la prossima asticella.



Capitan Pess





171-MORZINE: L'APPUNTAMENTO CON I MIEI LIMITI SI AVVICINA

Nel mondo Spartan esiste una strana specie di esseri umani. Quelli che, davanti a una distanza, non chiedono "Quanto ci metterò?"...