Nel suo libro "Non si abbandona mai la battaglia", Eric Greitens scrive una frase che colpisce come un pugno, per la sua semplicità e la sua verità:
«Qui si fanno due cose. Si lavora sodo. E si vince. Si vince perché si lavora sodo. Quindi, in fin dei conti, qui si fa una cosa. Se non volete lavorare sodo, non fatemi perdere tempo».
Per chiunque pratichi sport di resistenza o discipline dure come le "mie" OCR (Obstacle Course Racing), queste parole non sono solo inchiostro su carta: sono una regola di vita.
La vittoria non è un caso, è una conseguenza
Spesso la parola "vincere" viene fraintesa. Nel senso comune, vincere significa arrivare primi. Ma per chi affronta il fango, i muri da scaldare, i pesi da trasportare e i chilometri di corsa, la vittoria ha un significato molto più intimo.
Per me, vincere significa onorare l'obiettivo che mi sono prefissato. Nelle gare OCR, metto in gioco tutto: la mia condizione fisica, la mia forza atletica e, soprattutto, la mia tenuta mentale. Quando sono lì fuori, sotto sforzo massimo, la mia vittoria è:
- Portare a termine la gara con dignità.
- Rispettare i tempi che mi ero imposto in mesi di preparazione.
- Non mollare quando il corpo urla di fermarsi.
Greitens ci insegna che non puoi separare il risultato dal processo. Non esiste la vittoria "per fortuna". La vittoria è il punto finale di una linea retta che parte dal lavoro sodo.
L'equazione della Resilienza
Greitens, da ex Navy SEAL, sa bene che la resilienza non è una dote innata, ma un muscolo che si allena. La sua equazione è brutale: lavoro sodo = vittoria.
Se togli il lavoro, l'equazione crolla. Se cerchi di barare sul percorso o di saltare gli allenamenti all'alba, non stai solo tradendo il cronometro, stai tradendo te stesso. In fin dei conti, come dice il libro, si fa una cosa sola: ci si impegna al massimo. Se c'è l'impegno totale, il risultato è solo la naturale conclusione di uno sforzo coerente.
Smettere di perdere tempo
La chiusa della citazione è un monito all'onestà: «Se non volete lavorare sodo, non fatemi perdere tempo».
È un invito a smettere di cercare scuse o motivazioni esterne. La motivazione non cade dal cielo; nasce dall'azione. Quando mi trovo davanti a un ostacolo insormontabile o a un chilometro di salita che sembra non finire mai, mi ricordo che sono lì per lavorare. E che quel lavoro è l'unica strada verso la mia vittoria personale.
Se decidi di non dare tutto te stesso, stai perdendo il tuo tempo più prezioso. Ma se decidi di abbracciare la fatica, allora ogni metro di fango e ogni muscolo dolorante diventano parte della tua vittoria.
Capitan Pess

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