SEBORGA: IL BORGO LIGURE CHE GIOCA A FARE LO STATO (ED È SERISSIMO!)

​Immaginate un incantevole borgo medievale sospeso tra le colline della Liguria, con una vista mozzafiato sul Mar Mediterraneo e la Costa Azzurra. Ora immaginate che questo borgo, nonostante si trovi a pochi chilometri da Sanremo, sostenga di non essere affatto parte dell'Italia.

​Benvenuti nel Principato di Seborga, la micronazione più famosa (e tenace) del nostro Paese.

Un Errore Storico da 5 Milioni di Euro?

​La storia dell'indipendenza di Seborga non nasce da un capriccio moderno, ma da quello che i sostenitori definiscono un "pasticcio burocratico" lungo tre secoli.

​Tutto risale al 1729, quando l'Abbazia di Lerino vendette il territorio a Vittorio Amedeo II di Savoia. Secondo le ricerche condotte negli anni '60 da Giorgio Carbone (divenuto poi il primo amatissimo Principe, Giorgio I), quell'atto non fu mai registrato regolarmente. Ma c’è di più: nel 1815, il Congresso di Vienna si sarebbe "dimenticato" di citare Seborga come parte del Regno di Sardegna.

Il risultato? Secondo i seborghini, l'annessione al Regno d'Italia nel 1861 è stata, tecnicamente, un'occupazione abusiva di uno Stato sovrano!

Luigini, Corone e Passaporti

​Oggi Seborga è un comune italiano di circa 300 abitanti, ma camminando tra i suoi vicoli sembra di trovarsi in una piccola monarchia europea. Il borgo ha tutto ciò che serve a uno Stato:

  • Una Principessa: Attualmente il trono è occupato da S.A.S. Nina, la prima donna eletta alla guida del Principato.
  • Una Moneta: Il Luigino. Sebbene non possiate usarlo per pagare le tasse a Roma, nei negozi del paese ha valore di scambio e, soprattutto, è un pezzo da collezione richiestissimo.
  • Le Guardie: All'ingresso del borgo si trova una garitta con i colori della bandiera (bianco e azzurro), presidiata da guardie in alta uniforme.

Tra Folklore e Realtà

​È chiaro che, dal punto di vista del diritto internazionale, Seborga resta un Comune della Repubblica Italiana. Tuttavia, questa "rivendicazione" è diventata un formidabile motore turistico e culturale. Visitare Seborga significa immergersi in un'atmosfera unica, dove la storia si fonde con la leggenda e l'orgoglio locale.

​Il borgo è una gemma di vicoli stretti, fiori alle finestre e piazze silenziose. Ma non fatevi ingannare dalla calma: qui l'indipendenza è una cosa seria, o almeno un sogno che nessuno ha intenzione di smettere di sognare.

E se ci dovesse capitare di passare da quelle parti, non dimenticate di farvi timbrare il "passaporto" turistico e di gustare i piatti tipici locali come il coniglio alla seborghina.



Capitan Pess





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