Amici lettori, ho appena terminato un libro che mi ha letteralmente folgorato e che merita un posto d'onore sul mio scaffale: sto parlando di "Cosmetica del Nemico" di Amélie Nothomb. Se siete alla ricerca di un romanzo breve, fulminante e di un'intensità psicologica che non vi darà tregua, preparatevi a segnarlo subito nella vostra lista.
Un Incontro, Una Trappola
La scena è di una semplicità disarmante: una sala d'attesa di un aeroporto. Il protagonista, Jérôme Angust, un uomo d'affari intento a leggere, si ritrova "vittima" di un individuo che si presenta come Textor Texel. Il suo volo è in ritardo, e la sua tranquillità sta per essere spazzata via da questo sconosciuto invadente, chiacchierone e, col passare dei minuti, sempre più inquietante.
Quello che inizia come un fastidioso passatempo per ingannare l'attesa si trasforma rapidamente in un duello verbale serrato, tagliente e spietato. Textor non molla la presa, incalzando Jérôme con confessioni assurde, teorie sull'esistenza del male e racconti apparentemente strampalati.
"Le prove dell'esistenza di Dio sono deboli... le prove dell'esistenza del nemico interiore sono evidenti."
Un Capolavoro di Dialogo
Ciò che rende questo romanzo una vera gemma è la sua struttura quasi interamente basata sul dialogo. Nothomb dimostra una maestria incredibile nel costruire uno scambio che è, al tempo stesso, grottesco, filosofico e profondamente ansiogeno. Le pagine volano, il ritmo è incalzante e ci si sente intrappolati in quella sala d'attesa insieme a Jérôme, desiderosi e terrorizzati di scoprire la prossima, terrificante rivelazione di Textor.
È un testo che scava a fondo nella doppiezza umana, nella nostra cecità verso il lato oscuro che tutti, in qualche modo, coviamo. Chi è davvero Textor? Un sociopatico? Un folle? Oppure, come suggeriscono le sue parole, è qualcosa di molto più vicino a noi stessi?
Il Colpo di Scena e la Riflessione Finale
Non posso (e non voglio!) svelarvi il finale, ma vi assicuro che il colpo di scena conclusivo è la ciliegina sulla torta di questo banchetto di crudeltà intellettuale. Nothomb ci sferra un pugno allo stomaco, costringendoci a riflettere sul concetto di nemico interiore e sulla maschera di normalità (la "cosmetica", appunto) che usiamo per nasconderlo.
di questo libricino ho senz'altro apprezzato:
- L'atmosfera claustrofobica: Tutta l'azione si svolge in un unico luogo, amplificando il senso di prigionia.
- L'ironia spietata: Anche nei momenti più cupi, lo stile di Nothomb è attraversato da un sarcasmo che alleggerisce e al contempo acuisce l'orrore.
- La profondità psicologica: Più che un thriller, è un'indagine vertiginosa nella psiche umana.
- I colpi di scena: Non c'è solo il gran finale a fare risplendere questo libro, è tutta la storia e il modo in cui viene magistralmente raccontata.
Il Mio Voto: 5 Stelle su 5
"Cosmetica del Nemico" è un'esperienza di lettura breve ma intensa, che pur concludendosi vi lascerà con più domande che risposte, ma soprattutto con la consapevolezza che il confronto più difficile è sempre quello con sé stessi. È la dimostrazione perfetta di come la grande letteratura possa nascondersi anche in poco più di cento pagine.
Leggetelo! Mi ringrazierete...
Capitan Pess

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